KERKINI il lago dei pellicani

9 marzo 2012
l’appuntamento con Tom è alle 9. Ce la prendiamo comoda perché il tempo è brutto. Certo sembra strana la Grecia con le nuvole e la pioggia. Ho sempre pensato alla Grecia con il sole. Kerkini è un posto particolare. Sembra di essere nell’Italia degli anni ’50, Piccoli paesi tutto intorno al lago, pressoché deserti. Probabilmente siamo fuori stagione. Il grosso della gente qui viene in primavera e in estate. Per il birdwatching e i bagni. E i pellicani, naturalmente.
Anche noi siamo qui per i pellicani ricci ma in piu’ ci interessava vederli in abito riproduttivo. Per cui eccoci qua in questa strana vigilia di primavera. Loro sono li, con la gola rossa e l’occhio dilatato. Belli e fotogenici come non mai. Certo bello invece non si puo’ dire di questo tempo. Piove e pioverà fino a martedì. In pratica il sole ci accompagnerà all’aeroporto per il ritorno….. beh non si puo’ avere tutto dalla vita. Già essere qui è fantastico e qualche goccia di pioggia non può certo lavare via la bellezza di questo posto.
Siamo arrivati ieri pomeriggio a Hrisohorafa, sul lato est, e Nicolas ci ha accolto nel suo albergo, il Limneo, dandoci un sacco di consigli e facendoci conoscere Tom il pescatore. Lui con i pellicani ci parla. Ormai è una piccola istituzione qui. Porta i birdwatchers e i fotografi in giro con il suo barchino ed i pellicani sono li tutti intorno. Lui li nutre e li mette in posa in pratica dove vuoi te.
Ma stamattina piove forte. Decidiamo di spostare il giro al pomeriggio. La mattina ce ne andiamo a zonzo per il lago in macchina. Percorriamo quella che qui chiamano la ciclabile. In verità è uno sterrato che gira intorno alla parte est del lago. Sono tanti km che si sono tramutati in fangaia con questa pioggia. Piu” di una volta temiamo di rimanerci dentro a questo fango, ma il nostro Doblo’ ci tira sempre fuori. Sul lago ci sono folaghe, cenerini, e tanti tanti anatidi. Vediamo gruppi di combattenti, piro piro e le spatole, lontane. E bufali e mucche. Il pastore dei bufali ci saluta e ci guarda incuriosito mentre passiamo infangati e carichi, chissà cosa penserà.
Arriviamo all’immissario del lago, il delta dello Strimona ed è uno spettacolo. Nel frattempo si sono fatte le 2.
Torniamo da Tom ma prima ci fermiamo a mangiare qualcosa. Alle tre non piove piu’. Partiamo a remi con i pellicani che ci seguono. All’inizio sono un po’ timidi, poi la frenesia alimentare prende il sopravvento e via via si fanno piu’ sfrontati. Ci sono delle risse per il pesce. I carassi volano e qualche colpo d’ala ce lo prendiamo anche noi. Certo è emozionate lavorare con il 17mm. Schizzi di acqua ci bagnano dalla testa ai piedi e siamo in pensiero per l’attrezzatura. Nel frattempo, visto che si mangia arrivano altri pellicani. È bello riprendere decolli ed atterraggio.
Mi viene in mente a quanta fatica avevo fatto qualche anno fa in Romania sul delta del Danubio solo per vederli. Qui è molto piu’ facile. Due ore passano in fretta. Facciamo anche qualche video ma è già quasi buio….il tempo di provare qualche panning e siamo di nuovo a terra. La sera abbiamo tante foto da visionare e qualche buon risultato c’è. C’è da dire che eticamente questo non è il modo migliore. Le foto che si vedono in giro (anche quelle vincitrici del Veolia BBC) sono fatte tutte cosi’ ma cio non significa che questo sia giusto. Nutrire cosi’ gli animali solo per i nostri scopi fotografici è innaturale. Certo qui al momento di fotografi e birdwatchers non ne passano tantissimi ma se in un futuro questi aumenteranno di numero bisognerà rivedere qualche regola.
Certo poi a pensarci bene i pellicani qui ci sono anche per tutti gli scarti di pesce che rimediano dai pescatori, il che non è molto distante dal pesce che gli lanciamo noi per attirarli.
10 marzo 2012
Oggi piove come e più di ieri. Andiamo alla spiaggetta di Tom per fare qualche foto dalla riva. Proviamo poi dalla barca ma la pioggia è troppo forte e dopo un’ora decidiamo di smettere. La cosa buona è che è arrivato un pellicano rosa e ci salva la mattinata. Giochiamo con i panning e i primi piani.
Per pranzo andiamo a Kerkini, alla ricerca di un posto asciutto. Prima passiamo al centro visitatori del lago. Un posto dove andare sicuramente. Il personale parla inglese e hanno dei depliant informativi in italiano. Li conosciamo Giorgos, un altro pescatore che ci propone un giro del lago con la sua barca, coperta stavolta. Ci accordiamo per il giorno successivo sperando in un tempo migliore. Giorgos ci indica uno splendido ristorante/hotel a Kerkini. Mentre pranziamo ci si avvicina un ragazzo che parla perfettamente italiano. Mike ha studiato in Italia e collabora con il parco. Ci offre un giro su uno dei Land-Rover della guardia forestale e non possiamo esimerci dall’accettare. Il giro è fantastico e Mike è un ottima guida. Riusciamo a visitare buona parte della wet zone, una zona paludosa che è situata nella parte nord-est. Il Land è fantastico e ci tira fuori da situazioni incresciose, una volta anche con l’uso del verricello. Troviamo una vasta zona soggetta ad allagamenti annuali. Ora è in secca e ci sono molti nidi di cormorani e marangoni, anche piuttosto confidenti. Facciamo qualche scatto ma ci allontaniamo per non disturbare. Mike ci spiega anche un po’ di storia dle lago e del fiume Strimona, anzi ci porta proprio sul suo argine. Dopo un ampio giro rientriamo alla base stanchi ma soddisfatti. Fotograficamente non è stata una giornata memorabile ma abbiamo visitato dei posti che con i nostri mezzi non saremmo mai stati in grado di raggiungere ed abbiamo raggiunto una maggiore consapevolezza del luogo.
11 marzo 2012
Pioggia pioggia pioggia…….. Partiamo presto. Giorgos ci aspetta di buon’ora e abbiamo un ora di strada per arrivare. Quando siamo al porticciolo di Kerkini finalmente il cielo si apre. Partiamo per un giro. Il lago è fantastico, non c’è vento ed è uno specchio perfetto. L’atmosfera è rarefatta e una leggera nebbia da un aspetto evanescente al panorama. Esce qualche bello scatto ai pellicani che si riflettono perfettamente nell’acqua. Sembra tutto in bianco e nero, eccezion fatta per i becchi rossi. Vediamo anche spatole, fenicotteri e tanti cormorani. Ci avviciniamo alle piattaforme di riproduzione dei pellicani, i nest. Sono già abitate e restiamo al largo per non disturbarli. Dalle piattaforme ne parte qualcuno scambiandoci per pescatori. Pensano di ottenere del pesce senza troppa fatica. Mi dispiace per il loro volo inutile ma è una bella occasione per fotografarli in volo. Mentre siamo cosi’ indaffarati la scorgiamo: è bellissima e maestosa l’aquila codabianca in volo. Non facciamo in tempo a fotografarla che scompare lontana, ma è solo questione di minuti. Subito dopo la scorgiamo ancora, ferma su un ramo. Immobile ci guarda. Ci avviciniamo e riusciamo a scattare qualche foto prima che si involi, piu’ incuriosita che infastidita.
Proseguiamo il giro ma il meglio è già passato. Qualche marangone timido qua e la e una manciata di cenerini giovani ci tengono indaffarati fino al rientro.
Il tempo di un pasto veloce e siamo ancora da Tom. La nebbia si è alzata e finalmente si vedono le montagne. Riusciamo a fare i migliori scatti anche se è ancora una dura prova per l’attrezzatura ma abbiamo anche la prova che la tropicalizzazione funziona davvero. Il cielo finalmente non è bianco ma è di un interessante color ‘tempestoso’ e le montagne sono delle quinte formidabili. Abbiamo anche dalla nostra le esperienze delle precedenti sessioni e siamo perfettamente sincronizzati sul barchino. Le foto migliori ci riescono proprio oggi, in zona Cesarini. Rientriamo a terra e conosciamo dei ragazzi bulgari. Qui la Bulgaria è a un passo e loro ci invitano a fare le aquile da loro….. beh se l’Albania è il paese delle aquile ci diciamo che la Bulgaria non puo’ essere da meno. Ci scambiamo gli indirizzi…chissà.
12 Marzo 2012
Rientriamo con la tristezza nel cuore. Abbiamo passato 3 giorni non proprio perfetti metereologicamente ma quello che abbiamo visto e fotografato ci ha ripagato ampiamente. Arrivederci Kerkini, arrivederci Grecia. Torneremo presto sicuramente.
Cosa ho usato:
corpi macchina Canon EOS 5D e 7D.
Le lenti che ho portato con me sono state il 17-40 f4 L, il 70-200 f2.8 IS L, il 300mm f4 L e il 500 f4 L.
Ho usato il 17-40 fisso sulla 5d e il 70-200 sulla 7d per le foto in volo. Ho usato molto poco il 500 e raramente il 300. I pellicani sono vicini e grandi. In primavera quando ci sono molte altre tipologie di animali probabilmente le lunghe focali tornano piu’ utili.