
Donna Nook è una riserva naturale che si trova nel Lincolnshire, in Gran Bretagna, a circa 200 km ad est di Londra. Fondamentalmente si tratta di una grande zona costiera e sabbiosa, una delle poche della Gran Bretagna. Proprio questa sua natura sabbiosa fa si che ogni anno migliaia di foche grigie eleggano Donna Nook a zona di riproduzione nel periodo tra ottobre e dicembre.
Purtroppo, o per fortuna, dipende da come la si vuole vedere, Donna Nook è anche una base della RAF e quindi normalmente questa zona costiera è chiusa al pubblico durante la settimana, periodo in cui gli aerei svolgono le loro esercitazioni. Questo ha fatto si che la zona rimanesse preservata da ogni tipo di antropizzazione (se escludiamo delle attrezzature di ‘servizio’ alle esercitazioni, come mire e bersagli) ma pone anche delle limitazioni alla fruibilità dell’area.
Normalmente comunque il sabato e la domenica si può’ accedere all’area. Non è tuttavia una regola fissa ed è sempre meglio informarsi prima, perché alcune volte è chiuso anche durante il week end.
C’e da dire comunque che la RAF ha grande rispetto per le foche e in questo periodo le attività che possono disturbare o addirittura mettere in pericolo le foche sono sospese e ci sono solo attività di sorvolo e sistemazione.
Per noi fotografi questa in Europa è una zona quasi unica per poter fotografare la foca grigia che passa la gran parte della sua vita in mare.
E’ doveroso ricordare che, sebbene la popolazione della foca grigia sia aumentato dopo che negli anni 50 aveva raggiunto il minimo storico a causa della caccia, si tratta comunque di un animale tutt’oggi considerato a rischio e quindi protetto. Arrecare loro disturbo è vietato e delle azioni di avvicinamento sconsiderato possono provocare anche l’abbandono del piccolo da parte della madre. Il piccolo è dipendente dalla madre in tutto nei primi mesi di vita e quindi un abbandono significa condannarlo a morte certa.
Nessuna foto vale questo, ricordiamocelo sempre.

Passerella di osservazione
18 novembre
Questa giornata è stata essenzialmente una tappa di trasferimento. Decollati da Ciampino e atterrati a Londra Stansted arriviamo al nostro B&B, il Pigeon, alle 17:30. Facciamo la conoscenza con il simpatico Rik. Ci da molte dritte su Donna Nook come comportarci con i volontari che vigilano sulle foche, sui posti e sugli orari ‘giusti’. Alla sera, con il buio, andiamo comunque a fare un sopralluogo. Nonostante l’oscurità riusciamo ad intravedere alcune mamme con i piccolini. E’ una bella emozione. Cena e ninna, domani ci attende una giornata lunga.
19 novembre
Sveglia alle 6:00. Alle sei e un quarto siamo sul posto. Vedendoci scaricare l’attrezzatura fotografica i volontari ci vengono incontro e ci spiegano, sia pur con il sorriso sulle labbra, che sulla spiaggia è ‘consigliato’ non andare. Noi altrettanto gentilmente gli spieghiamo che siamo ben consapevoli e che, pur apprezzando il loro lavoro, non esiste una legge che possa impedirci di andare. Nonostante avergli spiegato le nostre intenzione di procedere nel massimo rispetto e cautela sono irremovibili e anzi passano anche a velate minacce. Ci rendiamo presto conto che le loro idee sfociano quasi nel fanatismo e per evitare problemi ci allontaniamo e passiamo da un’altra entrata. Ci vedranno con il binocolo sicuramente ma ormai è andata. Come noi fanno anche altri, fotografi e birdwatcher.
E doveroso a questo punto spendere due parole sul lavoro dei volontari: pur essendo le loro intenzioni assolutamente lodevoli a mio parere hanno scelto una linea di comportamento sbagliata. Non ha nessun senso impedire alle persone , qualsiasi persona, di andare sulla spiaggia, soprattutto in assenza di una normativa. Il comportamento da seguire più’ giusto sarebbe quello di accompagnare, anche a pagamento per finanziare i loro sforzi, il visitatori in modo da poter spiegare e anche sorvegliare i comportamenti. Basterebbero poche decine di volontari per controllare ma, assurdamente, preferiscono tenere questo comportamento quasi ‘terroristico’, mentre persone di tutti i tipi possono tranquillamente aggirare il blocco che si verifica all’entrata ed andare sulla spiaggia indisturbati dato che qui’ poi non c’è nessun tipo di controllo.
Inoltre le persone che si fermano alla prima staccionata (che fotograficamente è veramente brutta in quanto si scatta in posizione sollevata e ci sono dei paletti che interferiscono), scattano in continuazione col flash e arrecano notevole disturbo. Per non parlare di persone che si sporgono cercando di toccare i cuccioli che spesso si avventurano fin sotto la staccionata, essendo ancora privi del salutare timore per l’uomo.
Ci rendiamo presto conto che forse il motivo dell’assenza dei volontari è dovuto alla distanza che separa il parcheggio dalla spiaggia vera e propria. La spiaggia infatti è piuttosto lontana e il percorso è faticoso. Si attraversa prima una brughiera che ben presto si trasforma in acquitrino salmastro. Per fortuna abbiamo stivali di gomma alti, altrimenti l’attraversamento sarebbe stato impossibile. Lungo l’avvicinamento notiamo parecchie specie di uccelli, come beccacce di mare, pavoncelle, piovanelli, gambecchi, reali e molto altro ancora. Per non parlare delle tantissime oche in migrazione che ci sorvolano continuamente. Praticamente un paradiso, ma siamo qui per le foche e foche siano .
Quando arriviamo sulla spiaggia è uno spettacolo. La giornata è meravigliosa e ci sono centinaia di foche ovunque. Ci avviciniamo lentamente e ben presto scopriamo che la loro zona di sicurezza e’ variabile da individuo ad individuo ma sempre ben avvertibile in quanto se si sfora questo cerchio immaginario l’animale da segni di nervosismo evidenti. Fare un passo indietro e d’obbligo e la nostra presenza viene ben presto accettata e anzi a volte sono loro che si avvicinano non considerandoci un pericolo per i numerosi cuccioli presenti. Notiamo altri gruppi di fotografi e birdwatcher sulla spiaggia che sicuramente hanno fatto giri ‘alternativi’ come noi.
Siamo fortunati e la giornata è stupenda. Il questo periodo dell’anno le giornate sono brevi ma il sole rimane basso sull’orizzonte gran parte del tempo, il che ci da tante ore utili per fotografare con la luce quasi sempre ottimale.
I piccolini sono davvero tanti e le nascite sembrano tutte andate a buon fine. Notiamo un paio di cuccioli morti ma è una percentuale molto bassa. Di solito il periodo piu’ critico è proprio questo e Donna Nook è la zona di nascita che ha il minor tasso di mortalità (intorno al 40%). A noi sembra di molto inferiore ma il periodo più’ duro, ossia quello in cui dovranno imparare a procacciarsi il cibo da soli, deve ancora arrivare.
Fotograficamente parlando lavoriamo con focali molto lunghe. 300, 400 e 500mm in modo di arrecare il minimo disturbo. Lavorare sdraiati a terra ci aiuta ad ottenere immagini di effetto. Lavoriamo ad aperture molto grandi per poter avere uno sfocato importante e poter isolare gli animali. Questo approccio inoltre tranquillizza molto gli animali che sono molto tranquilli.
La territorialità nei maschi è molto sviluppata. Ogni maschio dominante ha dei piccoli harem. Talvolta capita che qualche maschio entri nel territorio del suo vicino oppure che un giovane cerchi di accoppiarsi con delle femmine ma il dominante lo respinge per preservare il suo harem. E’ raro che si arrivi ad uno scontro vero e proprio, di solito l’intruso se la da a gambe prima di arrivare al contatto, basta qualche ringhio e qualche soffiata, ma quando a volte succede e lo scontro è rapido e violento. Molti maschi ne portano segni evidenti. Noi assistiamo a pochi combattimenti perché evidentemente il grosso degli accoppiamenti si è già svolto. Quasi tutte le femmine infatti hanno il loro piccolo accanto, ma ci sono un paio di maschi ridotti male.
20 novembre
La giornata è piuttosto nebbiosa. Praticamente la visibilità è ridotta a poche decine di metri. Speriamo si apra con il primo sole. Stavolta partiamo subito con il giro lungo senza passare per la strada ufficiale. Nonostante questo i volontari vengono a chiederci chi siamo e dove andiamo. Spieghiamo loro che siamo interessati agli uccelli e ci lasciano passare senza chiederci altro. Bene ci siamo risparmiati una discussione. A causa della nebbia facciamo un po’ di fatica ad orientarci. Il rumore del mare e i richiami delle foche ci fanno da guida, ma camminare alla cieca in questa nebbia bianca con il rosso del sole che sorge, circondati da foche, ci dona una sensazione speciale, diversa. Oggi sembra che ci siano più’ foche in spiaggia. Dato il clima riusciamo fare delle foto particolari. Ci separiamo ed arriviamo alla spiaggia alla spicciolata seguendo strade fantasiose (in verità a causa della nebbia probabilmente allunghiamo un po’) ma non è un male, è bello camminare in questo clima surreale con i richiami delle foche e il rumore del mare in sottofondo. In tarda mattinata ricostituiamo il gruppo e stiamo un’altro po’. Anche oggi in lontananza scorgiamo fotografi e birdwatchers. Qualche piovanello tridattilo corre sulla spiaggia e tra le foche. Sono anche loro confidenti ma avvicinarli è impossibile per non disturbare le foche. Ci sorvola anche una formazione di cigni selvatici. Bellissimi.
Camminando troviamo una foca che ha appena partorito, la placenta è ancora li a fianco e il piccolino è sporco di sangue. La mamma è esausta e ci allontaniamo rapidamente per non disturbarli.
21 novembre
Oggi è lunedi’. L’area è chiusa e quindi non si può’ andare sulla spiaggia. Oggi ne approfittiamo per andare a vedere la zona di Saltfleetby-Theddlethorpe. Si tratta di una zona di dune a ridosso della spiaggia poco lontano da Donna Nook. La strada per arrivare alla spiaggia è molto fangosa e anche qui gli stivali sono d’obbligo. Purtroppo il tempo è brutto. Vediamo molti uccelli, come pavoncelle, beccacce di mare, e sulla spiaggia vera e propria ci sono molte colonie di mugnaiacci. Qui sono gabbiani molto diffusi, a differenza che da noi dove il reale la fa da padrone. La spiaggia è lunghissima e molto larga. É impressionante notare l’escursione della marea che quando scende lascia scoperti circa 200 metri di spiaggia dove gli uccelli trovano grandi quantità di cibo.
Al pomeriggio torniamo a Donna Nook. C’è ancora la bandiera rossa e ci sono degli elicotteri che sorvolano la spiaggia. Ci accontentiamo di rimanere alla passerella ma è un gran bell’accontentarsi perché alcuni gabbiani ingaggiano una lotta per accaparrarsi le placente, residuo delle ultime nascite. In natura non si butta nulla e gli scarti di qualcuno possono significare la vita per un’altra specie.
Conclusioni

La spiaggia lontana
Donna Nook è stata una piacevole scoperta. Grazie Simona per averci fatto conoscere questo posto. Ho paura che nei prossimi anni le cose cambieranno e che verranno adottate misure piu’ restrittive nei confronti dei visitatori. Io credo che la natura vada spiegata e fatta vivere alle persone, e non celata, anche se questo richiede sforzo e maggiore organizzazione. Se avete intenzione di andarci vi consiglio di farlo quanto prima.
Cosa ho usato:
corpi macchina Canon EOS 5D e 7D.
Le lenti che ho portato con me sono state il 17-40 f4 L, il 24-70 f2.8 L, il 70-200 f2.8 IS L, il 300mm f4 L e il 500 f4 L.
L’accoppiata che ho trovato vincente è stata 7D e 300 f4 per la velocità e 5D e 500 f4 per la qualità di immagine.