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CANON CLOSE-UP LENS 500D

La Lente Addizionale Canon 500D nella sua montatura da 77mm

Le lenti close-up, o lenti addizionali, sono delle lenti speciali che vanno montate come se fossero dei filtri, ovvero avvitate alla lente frontale degli obiettivi.

Le lenti addizionali sono commercializzate con varie gradazioni diottriche che vengono comunemente indicate con +1, +2, +3 ecc... Piu' alto è questo valore e maggiore è l'ingrandimento che esse possono offrire. Chiaramente se fosse cosi' semplice ora staremmo tutti scattando macro con una o piu' lenti addizionali avvitate sull'obiettivo, ma putroppo le lenti addizionali hanno qualche vantaggio ma anche tanti svantaggi; il piu' grave è un decadimento delle qualità ottiche dell'obiettivo, soprattutto ai bordi, inoltre piu' aumenta il fattore di ingrandimento e piu' questi problemi risultano amplificati. Infatti mentre gli obiettivi sono composti da piu' lenti che servono a correggere distorsioni ed aberrazioni, le lenti addizionali sono in genere composte da una lente.

Ho scritto 'in genere' perchè esistono speciali lenti addizionali che sono composte da piu' lenti proprio per correggere questi difetti ottici. Piu' che delle lenti sarebbero da definire aggiuntivi ottici. Tali lenti sono fabbricate sia da Nikon (le 3T e 5T che sono delle +1,5, e le 4T e 6T che sono delle 3+) e da Canon che produce la 250D e la 500D. Io uso la 500D spesso in accoppiamento con il 70-200 f2.8 IS in quanto mi permette di avere un obiettivo che si avvicina ad un macro continuandomi a permettere di usare lo stabilizzatore. Chiaramente il Rapporto di ingrandimento non è lo stesso di un macro, che raggiunge il RR di 1:1, ma tale combinazione è molto utile quando si viaggia e non ci si vuole caricare di una lente in piu' . Ma che cosa possiamo ottenere con questa lente? Ho fatto qualche prova utilizzando molto semplicemente un metro a fettuccia di quelli tascabili e la 5D.

Come sappiamo la 5D ha un sensore Full Frame che musura 24X36mm all'incirca. Per cui fotografando la fettuccia per ottenere un rapporto di 1:1 alla minima distanza di messa a fuoco avrei dovuto ottenere un fotogramma che inquadrasse 36 mm, ovvero la lunghezza reale riprodotta esattamente sul fotogramma. Chiaramente campi inquadrati minori o maggiori danno luogo risperrivamente a rapporti di ingrandimento superiori o inferiori all' 1:1 Ho fatto il test con tre lenti a mia disposizione: il 70-200 f2.8 IS, ovvero la mia configurazione abituale per la 500D, con il 70-200 f4L utilizzando un anello adattatore per portare la filettatura della lente da 77mm a 67mm, ed infine ho voluto testare amche il 400mm, ben sapendo che cimentarsi con un macro di 400mm è impresa veramente ardua anche per il piu' stabile dei treppiedi.

Proprio con il 70-200 2.8L IS ho ottenuto il peggior ingrandimento: 75mm inquadrati, direi intorno al rapporto 1:2.

Meglio con il 70-200 f4: 56mm inquadrati, all'incirca 1:1,5

infine con il 400: 41mm inquadrati.....siamo quasi a 1:1

A livello di qualità di immagine chiaramente con i 70-200 le cose sono + semplici, soprattutto con l'IS, con il quale si ottiene, questo si, il RR minore ma grazie allo stabilizzatore si riescono ad ottenere immagini nitide anche a mano libera.

Discorso opposto per il 400, di difficile utilizzo per via della lunga focale, se non con il flash oppure in giornate luminose e ad orari di forte illuminazione, ovvero gli orari piu' sconsigliati per la macrofotografia. Anche su cavalletto basta veramente poco per avere foto mosse. Ho notato anche una marcata vignettatura su un po' tutte le lenti, soprattutto pero' sul 2.8, vignettatura che comunque sparisce chiudendo il diaframma. Si tratta di un difetto trascurabile visto che stiamo parlando di una lente per le macrofotografie e che quindi verrà utilizzata prevalentemente a diaframmi chiusi (già a 5.6 è poco visibile)

Ecco una foto ottenuta con la lente addizionale Canon 500D montata su obiettivo Canon 70-200 f2.8L IS

 

© 2006-2009 Pino Magliani